41 - Sempre in difesa.
Ancora una volta eccomi qui a difendermi da insinuatori, ed uso un eufemismo, inconcussi ed ineffabili. Non è il nome che conta: il nome è poca cosa rispetto ad una concezione del mondo e della vita alimentata da veleno ideologico.
Lenin – mi scuso per il paradigma – diceva che l’estremismo rappresenta la fase infantile dell’agire rivoluzionario, con ciò intendendo che una certa maturazione dovrebbe portare ad altri e più intelligenti mezzi di ingaggio dell’avversario e della lotta conseguente.
Persino Nietzsche – e siamo pressoché dall’altra parte della barricata – faceva notare come l’infantilismo psicologico e caratteriale si avvalga sempre di responsabilità e demoni esterni al fine di conferire una fatua e tutt’altro che coraggiosa sicurezza al proprio fondo di congenita fallacità.
Dice letteralmente l’estensore di una nota politica a me giunta e della quale ho avuto modo di chiedere spiegazioni di persona – senza averne ottenuta alcuna – che “il tentativo che viene oggi portato avanti di omologare il candidato Sindaco del centro sinistra a quello uscente del centro destra è da respingere da qualunque angolatura lo si guardi”.
Vedo ora che questa nota è apparsa anche sul sito che cortesemente mi ospita da lunga data, e questo mi induce – obtorto collo – a replicare perché, francamente, di questo stillicidio di illazioni ne ho piene le tasche. Debbo però prima illustrare la vicenda perché il lettore non sa, e magari vorrebbe saperlo, a chi si riferisce la nota in oggetto con quella sua introduzione tanto sibillina quanto superficiale e velenosa.
Non sfugge che il sottoscritto svolge l’attività di corrispondente locale per il “Corriere Adriatico”, e chi abbia avuto l’avventura di leggerlo negli ultimi giorni avrà anche potuto trovarvi un suo articolo che evidenziava il parallelismo molto speciale riguardo il sub strato culturale e l’attività professionale dei due candidati a sindaco: Fabbracci, del centro destra, e Gaetini, del centro sinistra.
Tutto qui. Nessun riferimento a militanze pregresse e nessun riferimento ad intenzioni palesi od occulte. Pur tuttavia qualcuno ha voluto vedere in quell’articolo un tentativo di omologazione dei due candidati sul piano politico – e perché mai? Da dove si evince quella intenzione? E quale ne sarebbe lo scopo indicibile? Voltaire – stavolta sono altri in difetto di legittimità – diceva:« Datemi due righe di una persona e ve la farò impiccare».
Spero che non ci sia bisogno di tradurre. Chiedo a voi di “Portorecanatesi” e a qualche lettore non ingenuo – non è il caso di chiamare in causa la mala fede – se l’insinuazione sia il modo più corretto di impostare i rapporti umani, dal momento che quelli animali non sono informati a tale perfidia, e se ci sia un modo per difendersi da questo subdolo venticello. Io, francamente, avrei risposte negative per entrambi i quesiti – a motivo di una certa civiltà di cui vado orgoglioso. E se dalla difesa passassi all’attacco? Ma di chi?
Lenin – mi scuso per il paradigma – diceva che l’estremismo rappresenta la fase infantile dell’agire rivoluzionario, con ciò intendendo che una certa maturazione dovrebbe portare ad altri e più intelligenti mezzi di ingaggio dell’avversario e della lotta conseguente.
Persino Nietzsche – e siamo pressoché dall’altra parte della barricata – faceva notare come l’infantilismo psicologico e caratteriale si avvalga sempre di responsabilità e demoni esterni al fine di conferire una fatua e tutt’altro che coraggiosa sicurezza al proprio fondo di congenita fallacità.
Dice letteralmente l’estensore di una nota politica a me giunta e della quale ho avuto modo di chiedere spiegazioni di persona – senza averne ottenuta alcuna – che “il tentativo che viene oggi portato avanti di omologare il candidato Sindaco del centro sinistra a quello uscente del centro destra è da respingere da qualunque angolatura lo si guardi”.
Vedo ora che questa nota è apparsa anche sul sito che cortesemente mi ospita da lunga data, e questo mi induce – obtorto collo – a replicare perché, francamente, di questo stillicidio di illazioni ne ho piene le tasche. Debbo però prima illustrare la vicenda perché il lettore non sa, e magari vorrebbe saperlo, a chi si riferisce la nota in oggetto con quella sua introduzione tanto sibillina quanto superficiale e velenosa.
Non sfugge che il sottoscritto svolge l’attività di corrispondente locale per il “Corriere Adriatico”, e chi abbia avuto l’avventura di leggerlo negli ultimi giorni avrà anche potuto trovarvi un suo articolo che evidenziava il parallelismo molto speciale riguardo il sub strato culturale e l’attività professionale dei due candidati a sindaco: Fabbracci, del centro destra, e Gaetini, del centro sinistra.
Tutto qui. Nessun riferimento a militanze pregresse e nessun riferimento ad intenzioni palesi od occulte. Pur tuttavia qualcuno ha voluto vedere in quell’articolo un tentativo di omologazione dei due candidati sul piano politico – e perché mai? Da dove si evince quella intenzione? E quale ne sarebbe lo scopo indicibile? Voltaire – stavolta sono altri in difetto di legittimità – diceva:« Datemi due righe di una persona e ve la farò impiccare».
Spero che non ci sia bisogno di tradurre. Chiedo a voi di “Portorecanatesi” e a qualche lettore non ingenuo – non è il caso di chiamare in causa la mala fede – se l’insinuazione sia il modo più corretto di impostare i rapporti umani, dal momento che quelli animali non sono informati a tale perfidia, e se ci sia un modo per difendersi da questo subdolo venticello. Io, francamente, avrei risposte negative per entrambi i quesiti – a motivo di una certa civiltà di cui vado orgoglioso. E se dalla difesa passassi all’attacco? Ma di chi?