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I Cento anni del Teatro Colon |
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Aldo Mecozzi / Unione Regionale Marchigiana di Mar del Plata - inserito il 10/06/2008 |
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![]() opo la chiusura del vecchio teatro Colòn di piazza della Victoria (oggi piazza di Mayo) di Buenos Aires avvenuta il 13 settembre 1888, e la forte richiesta di una società dell'epoca consacrata
all'opera, di contare su una sala più ampia ed importante, ha spinto il governo argentino di allora a bandire un concorso pubblico legge 2381, per la costruzione di un nuovo teatro Colòn che doveva
essere inaugurato quattro anni dopo, cioè il 12 ottobre 1892 in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della scoperta dell'america. Seppure i lavori ebbero inizio nel 1889, le difficoltà tecniche e finanziarie, gli imbrogli politici e burocratici e di altro genere, avevano determinato che il solenne Teatro Colòn venisse inaugurato vent'anni dopo, sul progetto vincitore del concorso dell'ingegnere architetto marchigiano Francesco Tamburini. Nato ad Ascoli Piceno il 29 gennaio 1846, Tamburini, dopo aver frequentato le scuole elementari nella sua cittá natale e quelle superiori in Ancona, passò a studiare a Bologna dove si laureò in ingegneria e architettura. ![]() Subito venne nominato Direttore del Dipartimento Nazionale di Architettura e in soli otto anni progettò e diresse i lavori di più di trenta edifici pubblici, e oltre al teatro Colòn, spiccano i progetti per la Casa Rosada (Palazzo di Governo), l'Ospedale Militare e l'edificio della Polizia. Dopo la sua prematura morte avvenuta avvenuta nel 1891, l'opera del teatro Colòn fu continuata dal suo amico e collaboratore l'architetto piemontese Vittorio Meano - autore anche del Palazzo del Congresso - il quale apportò alcuni cambiamenti al progetto originale, studiati precedentemente dal progettista eclettico e che definì il disegno complessivo una combinazione di caratteristiche del rinascimento italiano, distribuzione e robustezza tedesca e ornamento francese. Purtroppo le tragedie non erano finite. In effetti, il 1 giugno 1904, Meano viene assassinato dal suo maggiordomo in una strana vicenda passionale. Quindi la costruzione del edificio subisce nuovi rallentamenti aggravati successivamente dalla scomparsa di Angelo Ferrari, entusiasta imprenditore italiano concessionario del Teatro Colòn. Di seguito assume la direzione del progetto l'architetto belga Jules Dormal che riesce a portare a termine i lavori del maestoso edificio. La ditta costruttrice Pellizzari-Armellini sopportò i tre cambiamenti della direzione del progetto, ma i permanenti contrasti tra Dormal e Italo Armellini, finirono per allontanare quest'ultimo dalla fase finale dell'opera. Armellini venne poi colpito da una profonda depressione che lo spinse al suicidio pochi anni dopo. Il Teatro Colòn venne finalmente inaugurato ufficialmente il 25 di maggio 1908, alla presenza del Presidente della Repubblica, Josè Figueroa Alcorta. Il primo spettacolo fu l'Òpera «Aida» di Giuseppe Verdi, occasione in cui cantarono, tra gli altri, Lucia Crestani e Amedeo Bassi. La nuova ed imponente sala del lirico e la danza era quindi diventata una realtà e la fiorente Buenos Aires dell'epoca, aperta all'immigrazione, guardava al futuro con illimitato ottimismo. Aldo Mecozzi / Unione Regionale Marchigiana di Mar del Plata |
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